Auteurs & Autrices :
  • Manzari Francesca
Mots-clés :
  • Errance
  • Juif errant

Résumé :

Edgar Quinet aveva solo vent'anni quando pubblicò Les Tablettes du Juif errant nel 1823, e dieci anni dopo Ahasverus: queste due poesie in prosa, ristampate in seguito in antiordine cronologico, rappresentano la reazione dell'intellettuale repubblicano francese alla concezione di Johann Gottfried Herder della storia, di cui Philosophie der Geschichte pubblicò la sua traduzione francese in tre volumi nel 1827. Questo articolo sostiene che, in reazione al determinismo storico post-evangelico di Herder, la visione della storia di Quinet include la dimensione contingente della storia, di cui la figura di Ahasverus l'ebreo errante è l'epitome, proposta da Quinet come antidoto all'antisemitismo organico di Herder. La nozione di ignoranza, o vagabondaggio, viene qui analizzata dal punto di vista della filosofia aristotelica rivisitata dalla psicoanalisi lacaniana, e alla luce della lettura di Derrida delle poesie di Edmond Jabès, nella linea del patrimonio intellettuale di Quinet.

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